“A MENO CHE NON SI VOLI...FINITO L’AMOR NON RESTA CHE BERE........MA QUANDO SI FINISCE DI BERE...E’ PROPRIO ALLORA CHE SI TORNA A VOLARE….”
Quando si rifiuta il bicchiere,quando non si beve più per affogare la solitudine e il dolore,quando invece che bere si brinda e basta…e si brinda dentro…e te lo leggono anche negl’occhi,e non si beve più..e non ci sono più quegli stupidi sorrisi…che si annacquano quando si inizia a dare il primo sorso per lasciare il posto ai pensieri…ecco allora li si ritorna a volare.
In questi giorni mi è venuto alla memoria un episodio accadutomi all’incirca lo scorso agosto.
Una mattina come tante,mi ero recato al bar,sia chiaro non per vantarmi vero,non ho mai pensato che bere fosse una soluzione vincente,che fosse il vero rimedio a guarire,ma poiché penso molto nella vita,l’unica soluzione era inebriare i miei pensieri…va beh…una mattina entro in un bar della mia città,e mentre stavo li seduto al mio solito posto…si avvicinò a me un signore. Distinto,di bell’aspetto,ma aveva gl’abiti sporchi e sgualciti,la barba incolta…mai come la mia sia chiaro è!!!,mi offrì un bicchiere di amaro…dicendomi “ti ho osservato è inutile che io ti dica non bere,quindi preferisco berne uno con te”
Li per lì ero tra l’imbarazzato e l’intimorito ma alla fine accettai…anche perché erano le dieci del mattino,si moriva di caldo,e sinceramente un po’ di compagnia non mi avrebbe fatto poi così male.
Iniziò a raccontarmi la sua storia,un grafico eclettico,penso abbia avuto al massimo 38 anni giù di li per capirci…la sua pelle era ancora giovane e ben distesa,sua moglie lo aveva lasciato e si era portata via la loro bambina,una sbandata credo e credevo e credo io con lui,vedevo che me ne parlava a stento,non avrei mai osato fargli delle domande che avrebbero potuto ferirlo più di tanto.
Gli elencò la sera prima di un battesimo tutta una serie di insicurezze,paure sul futuro incertezze,cose che non andavano un po’ come fanno i nostri genitori per riprenderci…si parte dal sei tornato tardi..e cogliendo l’occasione si arriva al “ma non dai mai una mano in casa”…insomma si quando non si hanno delle valide motivazioni si cerca sempre di buttarci in mezzo tutto quello che l’intelletto umano confuso è capace di collegare li per li su due piedi.”Non ti accorgi,ma non mi capisci,pensi al tuo lavoro,io ho bisogno di tempo,non mi sento amata…non facciamo mai nulla di davvero eclatante,mi sento soffocata,non sai fare nulla…è come avere due figli e potrei proseguire con un elenco davvero infinito che nemmeno il mio spazio sarebbe capace di contenere”.
Mi raccontò che non trovò mai soluzione alla cosa,provò a parlare,ma lei sparì e con lei la figlia,dileguata dalla sua vita come se niente fosse,scomparsa…da quella notte assente per il suo presente.
Mentre raccontava preferivo solamente ascoltare e sorseggiare il mio buon e vecchio amaro…e credetemi che alle 10 del mattino ha un sapore davvero letale!!!,lui raccontava ed io muto ascoltavo cose che mi sembrava di aver vissuto di aver visto…solo che nel mio caso di mezzo non erano presenti bambini…solo che avrei voluto che lei fosse LA MADRE DEI MIEI FIGLI.
Passarono circa due ore dal nostro incontro,il caldo soffocava il locale,pagammo e salimmo sulla mia macchina,lo portai in un luogo che a me piace davvero tanto,diciamo l’unico angolo di Verona che tengo segreto,nascosto praticamente a tutti…rifare quella strada ancora una volta mi angosciava…ci fermammo ad un supermercato,prese una confezione di birre fresche dal frigo,sembravamo un padre ed un figlio distrutti…Il sole era alto nel cielo,cocente…l’aria irrespirabile,ma li…dove andavamo sapevo che avremmo trovato un po’ di fresco…Parcheggiai la macchina e guardando il panorama che da lassù è davvero una carezza al cuore,proseguii con il suo racconto…stetti sempre in silenzio,rivivevo scene,attimi istanti di tutta la mia vita precedente…era come fare un viaggio a ritroso visto da fuori,era forse l’aiuto che io cercavo e che pochi in quel periodo potevano o forse semplicemente volevano darmi.
Mi racconto che perse il lavoro,che passarono circa 4 mesi prima che rivedesse sua figlia dopo quella notte,che sua moglie non fu capace di guardarlo dritto negl’occhi,che le sembrava una donna senza volto,irriconoscibile,cambiata diversa….ero allibito ma è come se lo capissi,ero allibito ma è come se fossi li…se potessi vedere anche io quello che io suoi occhi vuoti avevano avuto l’angoscia di ammirare.
Il tempo passava,la mente non era più lucida,alterava il tono della sua voce e si muoveva sempre più frettolosamente…non chiese mai nulla di me,mi ripeteva solo che ero GIOVANE,MA CHE VEDEVA DAL MIO VISO CHE TANTA ACQUA ERA PASSATA SOTTO I MIEI PONTI, PIU’ DI QUALCHE SUO COETANEO FISSO AI BAR DEL CENTRO. Non si prese mai la briga di assumere alcuna informazione su di me,sul perché bevevo,sul perché ero un ragazzo di 23 anni che bevevo dalla mattina,molto probabilmente o forse molto semplicemente capiva dal mio sguardo ciò che io trasmettevo senza nemmeno rendermene conto.
Mi accesi una sigaretta,l’ennesima,ad un tratto si fermò…il silenzio ci prese all’improvviso…si stese…e io dalla parte opposta feci lo stesso,il granito freddo di quella veduta era ristoro per i nostri corpi soffocati dai fumi dell’alcol.
Erano le 15 quando iniziò dal nulla a parlarmi,sulla sua idea della vita,su quante volte avesse sbagliato e molto altro ancora,rimase attonito ed allibito quando espressi il mio parere,quasi compiaciuto che io la pensassi come lui,mi fece un mezzo ghigno non so ancora se per prendermi in giro,o semplicemente perché davvero mi capiva ed io capivo lui,due perfetti sconosciuti di due generazioni diverse,con due bottiglie in mano di birra ormai evaporata al sole,due sigarette accese ed i nostri abiti sudati a fare da contorno.
Quando smise di parlare,per l’ennesima volta,si alzò…si sistemò la camicia dentro i pantaloni e mi disse….ALZATI FORZA…risposi immediatamente al suo comando..e mentre leggeva una stele davanti la chiesa…come per altro facevo io mi disse: “VEDI,LA VITA E’ UNO STROZZINO,IL PASSATO E’ UN DEBITO CHE OGNUNO HA CON LA VITA,SE NON LO SALDI….SE PER ORGOGLIO TI TIENI IN TASCA QUALCHE CENTESIMO…LA VITA TI VERRA’ A TROVARE..E TI SBATTERA’ IN FACCIA IL PASSATO…PERCHE’ LO RIVUOLE INDIETRO”
Aggiunse….
“Tommaso…ti chiami così no?SE IO NON FOSSI QUI,SE IO NON FOSSI ANCORA IN QUESTA SITUAZIONE,SE CERCASSI DI SORRIDERE QUANDO NON MI VIENE,SE MI VANTASSI CHE TUTTO E’ TRASCORSO…SE FOSSI TANTO STUPIDO DA DIRE….IO IL MIO DEBITO L’HO PAGATO…SAREI MOLTO PEGGIO DI QUELLO CHE SONO ORA…NON DEVI MAI AVERE FRETTA,ALLE VOLTE BISOGNA PER FORZA TORNARE INIEDTRO NEL PASSATO,SCAVARE,SISTEMARE QUALCOSA DI INCOMPIUTO..QUALCOSA CHE E’ RIMASTO LI,CHE TROPPI SAI TOMMASO EVITANO,E FINGONO CON LORO STESSI,FINGERE CON LE PERSONE CHE CI CIRCONDANO E’ FACILE,E NON CI FAI POI COSI’ TANTO MALE,MA QUANDO FINGIAMO A NOI…CI FACCIAMO DEL MALE…NON DEVI VERGOGNARTI PER QUELLO CHE PROVI…MAI…SOLO COSI’ SISTEMERAI IL TUO PASSATO,E IL TUO PASSATO SI SISTEMERA’ CON TE…ALLE VOLTE MAGARI I PIU’ FORTUNATI RIESCONO A RITORNARCI ED A RICOMINCIARE DA QUEL PUNTO,SCUSANDOSI…MA L’IMPROTANTE E’ CHE IL PASSATO SIA IN PACE CON TE E TU CON LUI…SOLO ALLORA..SOLO IN QUEL MOMENTO POTRAI PROSEGUIRE CON IL FUTURO”.
Tutto quello che vi ho scritto,è stata dura ricordarlo.alcune parole ovviamente sono libere…insomma non ero proprio lucido quel giorno,anche se devo dire che mi ricordo bene moltissime cose,mi è tornato alla memoria tutto dopo una discussione di ieri notte,fatta con un mio amico,era da tanto che non ci parlavo con lui…Oggi è un grandissimo giorno,oggi mi sento proprio così,a dir la verità è un po’ che aspettavo…allora finalmente questo pomeriggio andrò a rilegare il mio libro,attenzioneeeeeeeeee…..pianooooooooooo…non mi reputo uno scrittore sia chiaro,ma scrivere mi ha aiutato….e questo è una parte del finale che voglio dedicare a quest’uomo che insieme a mio madre,mia madre ed altre due persone mi hanno fatto risalire con calma…aspettando che facessi pace con il passato…..A 10 CENTIMETRI DAL TRAGUARDO…si è rivelato una sorta di manoscritto della maturazione,o per lo meno della mia maturazione,insomma ho 23 anni non 70….e poi come dicono le donne…noi ometti maturiamo più tardi no?per questo vanno alla ricerca di omoni maturi…”mah”….Per concludere….ho scritto tanto,ho scritto molto….ed “amenochenonsivoli” è stata la raccolta delle cose più belle che la mia mano sia stata capace di gettare su dei fogli,scritte con il cuore,scritte con passione e con il sangue….il mio libro è una sorta di celebrazione a tutto,per non dimenticare mai quante cose siano accadute…quante cose e gesti abbia fatto,magari inutilmente ma questo ve lo saprò dire davvero tra pochissimo…non mi serve molto tempo per capirlo……
E non ho più paura di affrontare nulla davvero,perché quello che potevo ho fatto…e se potrò e se servirà davvero farò ancora di più..senza problemi,senza giochi di orgoglio verso me stesso…senza titubanze o illazioni.
Ora vado a divertirmi che vi ho annoiato abbastanza……un bacio a tutti voi.
T.S
QUESTO SPAZIO NON LO CANCELLERO' MAI...E' GIUSTO CHE RIMANGA...PERCHE' COME SEMPRE NON HO MAI RINNEGATO NULLA DEL MIO PASSATO....E POI NON SI SA MAI NO???!!!!E' STATA UNA BELLISSIMA ESPERIENZA QUESTO PROGETTO....L'IDEA,IL BLOG...RINGRAZIO TUTTI I LETTORI CHE MI HANNO SEGUITO...CHE MI HANNO SCRITTO CHE SI SONO INTERESSATI......NON E' UN ADDIO...PERCHE' SONO DAVVERO POCHI QUELLI VERI NELLA VITA..DIREI UN CIAO......
venerdì 8 febbraio 2008
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