lunedì 14 gennaio 2008

NOTTURNO VERITIERO

Milano,il display della sua auto segnava: "traccia 5, 4:37 am",quando spense il motore finendo di canticchiare la sua canzone prferita.La macchina era parcheggiata in qualche maniera sotto nel viale di casa,camminava deambulando a destra e sinistra come se stesse cercando di farsi del male a tutti i costi.Ci mise un pò ad arrivare fino al portone,in quello stato due marciapiedi ed un breve viale per quanto semplici potevano essere,non erano certo un percorso privo di insidie.Arrivato al primo portone,decise che quell'angolo con i mattoni rossi a vista,all'ombra del lampione era il luogo migliore per urinarsi sulle scarpe,i suoi vestiti erano messi a qualche modo dentro i suoi jeans,il cappotto era ancora bagnato dall'acqua che si era versato per cercare di star sveglio mentre tornava verso casa.
Finito il suo bisogno,una sua mano lo reggeva ben saldo al portone,mentre con l'altra iniziava lentamente a cercare quelle maledette chiavi,che in quella tasca sembrava fossero finite a picco.Dopo vari tentativi,riusci aprendo a condurre il suo corpo nella tromba delle scale,faceva un casino bestiale,la cintura slaciata continuava a sbattere contro la cerniera,e,in quel silenzio,sembrava una campana.Scalino dopo scalino,il suo fiato si era fatto pesante,l'ultima decina guardandola decise di affrontarla appoggiandosi al muro.Davanti la porta del suo appartamento,tirò un sospiro,si girò e dopo aver appoggiato il capo sull'infisso chiuse gl'occhi per qualche secondo,giusto il tempo per rendersi conto,che le sue gambe non avrebbero retto ancora molto da li a poco.Al quarto tentativo riuscì a far girare la serratura,compiere il minimo dei passi per poter chiudere la porta e gettarsi sulla sedia in cucina.
Sedendosi cadde un bicchiere per terra,ma nulla sembrava distorglierlo dal suo stato,ebbro e abbandonato a se stesso,come troppe notti lo videro ultimamente.Cercava la forza per alzarsi,per liberarsi da quei vestiti sudici e sporchi,ma non c'era verso,decise che accendersi una sigaretta,gl'avrebbe dato il tempo necessario per raccimolare qualche forza in più,nel vano tentativo di posare le sue membra dentro un letto,ma gli pareva un miraggio vista la situazione.La cenere coprima la manica della sua camicia,il fumo offuscava la fine di una giornata lunghissima..la finì velocemente,non ne poteva più di rimanere in quel modo.Dopo aver aperto la finestra,quel tanto che bastava per permettere almeno al fumo di uscire per sempre da quella vita.Tolse la giacca,tolse la camicia,era rimasto a petto nudo, la testa non gli dava pace,era sempre la stesa scena che si ripeteva ogni notte,provava vorticosamente a calmarsi,ma non c'era verso,la sua pelle bruciava...finì appoggiato al pavimento,reggendosi il capo con le mani,si mordeva continuamente le labbra,le sue ginocchia tremavano,tutto stava riaccadendo come sempre.
Prese forza,si diresse verso il frigorifero,dentro l'ultma birra,sul tavolo l'ultimo sonnifero che sottobanco quel suo amico gli aveva procurato,dopo aver stappato la birra,deglutì quel che mancava e si mise a scrivere.L'indomani avrebbe riletto quello che la sua mente voleva dire,quello che la sua mente non era capace di mostrare realmente.Iniziò lentamente a scrivere,a rimettere i propri pensieri e i propri ricordi con una rara velocità,lentamente il sonnifero stava facendo effetto,le "a" venivano confuse con le "o",la voglia di riportare ciò che realmente provava lo stava lasciando,il tratto sempre più pesante...cadde la penna per terra,solo il tempo dell'ultimo pensiero...prima che l sue braccia riparassero la testa dalla caduta.

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