venerdì 8 febbraio 2008

IL MIO ULTIMO SCRITTO

“A MENO CHE NON SI VOLI...FINITO L’AMOR NON RESTA CHE BERE........MA QUANDO SI FINISCE DI BERE...E’ PROPRIO ALLORA CHE SI TORNA A VOLARE….”
Quando si rifiuta il bicchiere,quando non si beve più per affogare la solitudine e il dolore,quando invece che bere si brinda e basta…e si brinda dentro…e te lo leggono anche negl’occhi,e non si beve più..e non ci sono più quegli stupidi sorrisi…che si annacquano quando si inizia a dare il primo sorso per lasciare il posto ai pensieri…ecco allora li si ritorna a volare.
In questi giorni mi è venuto alla memoria un episodio accadutomi all’incirca lo scorso agosto.
Una mattina come tante,mi ero recato al bar,sia chiaro non per vantarmi vero,non ho mai pensato che bere fosse una soluzione vincente,che fosse il vero rimedio a guarire,ma poiché penso molto nella vita,l’unica soluzione era inebriare i miei pensieri…va beh…una mattina entro in un bar della mia città,e mentre stavo li seduto al mio solito posto…si avvicinò a me un signore. Distinto,di bell’aspetto,ma aveva gl’abiti sporchi e sgualciti,la barba incolta…mai come la mia sia chiaro è!!!,mi offrì un bicchiere di amaro…dicendomi “ti ho osservato è inutile che io ti dica non bere,quindi preferisco berne uno con te”
Li per lì ero tra l’imbarazzato e l’intimorito ma alla fine accettai…anche perché erano le dieci del mattino,si moriva di caldo,e sinceramente un po’ di compagnia non mi avrebbe fatto poi così male.
Iniziò a raccontarmi la sua storia,un grafico eclettico,penso abbia avuto al massimo 38 anni giù di li per capirci…la sua pelle era ancora giovane e ben distesa,sua moglie lo aveva lasciato e si era portata via la loro bambina,una sbandata credo e credevo e credo io con lui,vedevo che me ne parlava a stento,non avrei mai osato fargli delle domande che avrebbero potuto ferirlo più di tanto.
Gli elencò la sera prima di un battesimo tutta una serie di insicurezze,paure sul futuro incertezze,cose che non andavano un po’ come fanno i nostri genitori per riprenderci…si parte dal sei tornato tardi..e cogliendo l’occasione si arriva al “ma non dai mai una mano in casa”…insomma si quando non si hanno delle valide motivazioni si cerca sempre di buttarci in mezzo tutto quello che l’intelletto umano confuso è capace di collegare li per li su due piedi.”Non ti accorgi,ma non mi capisci,pensi al tuo lavoro,io ho bisogno di tempo,non mi sento amata…non facciamo mai nulla di davvero eclatante,mi sento soffocata,non sai fare nulla…è come avere due figli e potrei proseguire con un elenco davvero infinito che nemmeno il mio spazio sarebbe capace di contenere”.
Mi raccontò che non trovò mai soluzione alla cosa,provò a parlare,ma lei sparì e con lei la figlia,dileguata dalla sua vita come se niente fosse,scomparsa…da quella notte assente per il suo presente.
Mentre raccontava preferivo solamente ascoltare e sorseggiare il mio buon e vecchio amaro…e credetemi che alle 10 del mattino ha un sapore davvero letale!!!,lui raccontava ed io muto ascoltavo cose che mi sembrava di aver vissuto di aver visto…solo che nel mio caso di mezzo non erano presenti bambini…solo che avrei voluto che lei fosse LA MADRE DEI MIEI FIGLI.
Passarono circa due ore dal nostro incontro,il caldo soffocava il locale,pagammo e salimmo sulla mia macchina,lo portai in un luogo che a me piace davvero tanto,diciamo l’unico angolo di Verona che tengo segreto,nascosto praticamente a tutti…rifare quella strada ancora una volta mi angosciava…ci fermammo ad un supermercato,prese una confezione di birre fresche dal frigo,sembravamo un padre ed un figlio distrutti…Il sole era alto nel cielo,cocente…l’aria irrespirabile,ma li…dove andavamo sapevo che avremmo trovato un po’ di fresco…Parcheggiai la macchina e guardando il panorama che da lassù è davvero una carezza al cuore,proseguii con il suo racconto…stetti sempre in silenzio,rivivevo scene,attimi istanti di tutta la mia vita precedente…era come fare un viaggio a ritroso visto da fuori,era forse l’aiuto che io cercavo e che pochi in quel periodo potevano o forse semplicemente volevano darmi.
Mi racconto che perse il lavoro,che passarono circa 4 mesi prima che rivedesse sua figlia dopo quella notte,che sua moglie non fu capace di guardarlo dritto negl’occhi,che le sembrava una donna senza volto,irriconoscibile,cambiata diversa….ero allibito ma è come se lo capissi,ero allibito ma è come se fossi li…se potessi vedere anche io quello che io suoi occhi vuoti avevano avuto l’angoscia di ammirare.
Il tempo passava,la mente non era più lucida,alterava il tono della sua voce e si muoveva sempre più frettolosamente…non chiese mai nulla di me,mi ripeteva solo che ero GIOVANE,MA CHE VEDEVA DAL MIO VISO CHE TANTA ACQUA ERA PASSATA SOTTO I MIEI PONTI, PIU’ DI QUALCHE SUO COETANEO FISSO AI BAR DEL CENTRO. Non si prese mai la briga di assumere alcuna informazione su di me,sul perché bevevo,sul perché ero un ragazzo di 23 anni che bevevo dalla mattina,molto probabilmente o forse molto semplicemente capiva dal mio sguardo ciò che io trasmettevo senza nemmeno rendermene conto.
Mi accesi una sigaretta,l’ennesima,ad un tratto si fermò…il silenzio ci prese all’improvviso…si stese…e io dalla parte opposta feci lo stesso,il granito freddo di quella veduta era ristoro per i nostri corpi soffocati dai fumi dell’alcol.
Erano le 15 quando iniziò dal nulla a parlarmi,sulla sua idea della vita,su quante volte avesse sbagliato e molto altro ancora,rimase attonito ed allibito quando espressi il mio parere,quasi compiaciuto che io la pensassi come lui,mi fece un mezzo ghigno non so ancora se per prendermi in giro,o semplicemente perché davvero mi capiva ed io capivo lui,due perfetti sconosciuti di due generazioni diverse,con due bottiglie in mano di birra ormai evaporata al sole,due sigarette accese ed i nostri abiti sudati a fare da contorno.
Quando smise di parlare,per l’ennesima volta,si alzò…si sistemò la camicia dentro i pantaloni e mi disse….ALZATI FORZA…risposi immediatamente al suo comando..e mentre leggeva una stele davanti la chiesa…come per altro facevo io mi disse: “VEDI,LA VITA E’ UNO STROZZINO,IL PASSATO E’ UN DEBITO CHE OGNUNO HA CON LA VITA,SE NON LO SALDI….SE PER ORGOGLIO TI TIENI IN TASCA QUALCHE CENTESIMO…LA VITA TI VERRA’ A TROVARE..E TI SBATTERA’ IN FACCIA IL PASSATO…PERCHE’ LO RIVUOLE INDIETRO”
Aggiunse….
“Tommaso…ti chiami così no?SE IO NON FOSSI QUI,SE IO NON FOSSI ANCORA IN QUESTA SITUAZIONE,SE CERCASSI DI SORRIDERE QUANDO NON MI VIENE,SE MI VANTASSI CHE TUTTO E’ TRASCORSO…SE FOSSI TANTO STUPIDO DA DIRE….IO IL MIO DEBITO L’HO PAGATO…SAREI MOLTO PEGGIO DI QUELLO CHE SONO ORA…NON DEVI MAI AVERE FRETTA,ALLE VOLTE BISOGNA PER FORZA TORNARE INIEDTRO NEL PASSATO,SCAVARE,SISTEMARE QUALCOSA DI INCOMPIUTO..QUALCOSA CHE E’ RIMASTO LI,CHE TROPPI SAI TOMMASO EVITANO,E FINGONO CON LORO STESSI,FINGERE CON LE PERSONE CHE CI CIRCONDANO E’ FACILE,E NON CI FAI POI COSI’ TANTO MALE,MA QUANDO FINGIAMO A NOI…CI FACCIAMO DEL MALE…NON DEVI VERGOGNARTI PER QUELLO CHE PROVI…MAI…SOLO COSI’ SISTEMERAI IL TUO PASSATO,E IL TUO PASSATO SI SISTEMERA’ CON TE…ALLE VOLTE MAGARI I PIU’ FORTUNATI RIESCONO A RITORNARCI ED A RICOMINCIARE DA QUEL PUNTO,SCUSANDOSI…MA L’IMPROTANTE E’ CHE IL PASSATO SIA IN PACE CON TE E TU CON LUI…SOLO ALLORA..SOLO IN QUEL MOMENTO POTRAI PROSEGUIRE CON IL FUTURO”.


Tutto quello che vi ho scritto,è stata dura ricordarlo.alcune parole ovviamente sono libere…insomma non ero proprio lucido quel giorno,anche se devo dire che mi ricordo bene moltissime cose,mi è tornato alla memoria tutto dopo una discussione di ieri notte,fatta con un mio amico,era da tanto che non ci parlavo con lui…Oggi è un grandissimo giorno,oggi mi sento proprio così,a dir la verità è un po’ che aspettavo…allora finalmente questo pomeriggio andrò a rilegare il mio libro,attenzioneeeeeeeeee…..pianooooooooooo…non mi reputo uno scrittore sia chiaro,ma scrivere mi ha aiutato….e questo è una parte del finale che voglio dedicare a quest’uomo che insieme a mio madre,mia madre ed altre due persone mi hanno fatto risalire con calma…aspettando che facessi pace con il passato…..A 10 CENTIMETRI DAL TRAGUARDO…si è rivelato una sorta di manoscritto della maturazione,o per lo meno della mia maturazione,insomma ho 23 anni non 70….e poi come dicono le donne…noi ometti maturiamo più tardi no?per questo vanno alla ricerca di omoni maturi…”mah”….Per concludere….ho scritto tanto,ho scritto molto….ed “amenochenonsivoli” è stata la raccolta delle cose più belle che la mia mano sia stata capace di gettare su dei fogli,scritte con il cuore,scritte con passione e con il sangue….il mio libro è una sorta di celebrazione a tutto,per non dimenticare mai quante cose siano accadute…quante cose e gesti abbia fatto,magari inutilmente ma questo ve lo saprò dire davvero tra pochissimo…non mi serve molto tempo per capirlo……

E non ho più paura di affrontare nulla davvero,perché quello che potevo ho fatto…e se potrò e se servirà davvero farò ancora di più..senza problemi,senza giochi di orgoglio verso me stesso…senza titubanze o illazioni.
Ora vado a divertirmi che vi ho annoiato abbastanza……un bacio a tutti voi.

T.S


QUESTO SPAZIO NON LO CANCELLERO' MAI...E' GIUSTO CHE RIMANGA...PERCHE' COME SEMPRE NON HO MAI RINNEGATO NULLA DEL MIO PASSATO....E POI NON SI SA MAI NO???!!!!E' STATA UNA BELLISSIMA ESPERIENZA QUESTO PROGETTO....L'IDEA,IL BLOG...RINGRAZIO TUTTI I LETTORI CHE MI HANNO SEGUITO...CHE MI HANNO SCRITTO CHE SI SONO INTERESSATI......NON E' UN ADDIO...PERCHE' SONO DAVVERO POCHI QUELLI VERI NELLA VITA..DIREI UN CIAO......

lunedì 4 febbraio 2008

PRETESTUOSO FUTURO

Zitta..vieni qui a guardare..con naturalezza..come se fossi carezza che si poggiasulle onde del mare...Zitta..non respirare..nessuno ci dovrà sentire..come il vento spinge i petali..nessuno lo deve scoprire.Nel silenzio..lontano dalle inquietudini..più vicina a te...e alle nostre abitudini..che il sapore amaro dobbiamo lasciare..con naturalezza..come se fossimo carezze che si poggianosulle onde del mare...Nel buio,coperti dalla dolce vita..mi debbo riposare..lo sai..la salita..ho messo in conto che non ti dovevo aspettarelasciati andare..lasciamoci andare..per correre veloci sopra campi aperti..segui la mia mano..vedrainon ti perdi...Dissesto...confuso..indomito vago narcisonel nascitur divenirenon c'è nulla di precisolo sai lo so...quanto abbiamo da fare..non mollarenon mollareeeeeeeeeprima che il sole cali...senza mai ricorrere ad assurdi ripari...nel viale fiorentecon il bisogno di niente..la menteèpresente.Se di sabbia poi ci vorremo coprire...il giorno aspettaree poi insieme...morire...alto è il prezzo da pagare.

IL TUO DISEGNO PER STASERA

Finalmente a casa,stanca ed amareggiata,abbattuta e malinconicamente felice,con un sorriso mezzo abbozzato e con gl’occhi scuri,dove nessuno potrà mai capire.La lenta processione per l’abito è lunga ed estenuante,le scarpe abbinate con la cintura,la tonalità giusta di rossetto,l’intimo che si capisca ma che non si veda..il tempo adatto per sistemarsi i capelli,per asciugarli dopo una lunga doccia fatta di pause e di rapidi riflessi..
Il corpo indossa,la mente si trasforma,esce piano piano la donna,dalla tua camera con naturalezza scalza ti aggiri….pronta ad evitare i tuoi vampiri.Sicura del tuo corpo,ma non lo dici mai a nessuno, ti assicuri che la pelle sappia del tuo profumo.Il vapore esce lento dal bagno,attimi di silenzio giocano con lo stereo alto,che maschera ed allontana tutti i pensieri.Canticchiando componi “IL TUO DISEGNO PER STASERA”,le tonalità,lo sfondo e le pieghe perfettamente combacianti…pronta a soddisfare gli acclamanti. Seduta,in piedi,seduta e poi ancora in piedi,ogni indumento per una parte di camera,nel preciso caos senza paura ti sai ritrovare.Lo specchio ti riflette per i pochi secondi che leggera gli concedi ad ogni passaggio,e zitto tace ed acconsente ai tuoi dubbi e alle tue perplessità.Il ritmo aumenta,e la voglia di vivere sale…sicura che a te nulla stasera ti potrà fare male.Precisa scegli nel mucchio le scarpe migliori….quelle che si ti faranno male,ma ti sapranno portar via velocemente dagli orrori.Con smorfia ad ogni prova….non sai mai dove ci si ritrova….ma senza paura affronti anche questa sera,senza credere in alcuna chimera.
Mentre la voglia di uscire appare,vestita così sai che puoi far male,sicura che non hai nulla da temere,che altri per te hanno detto le preghiere….Indomita ragazza pronta ad affrontar la tua piazza,dove ogni sagoma ha la sua posizione,dove un uomo è il suo clone,i bicchieri si incastrano perfettamente,sulle auto ormai lo sai già chi mente.
Passo scaltro e sicuro,con le tue labbra protette dal rossetto,con la tua camicetta senza nemmeno un difetto,il collo poi avvolto nella grande sciarpa…attenta sempre a dove metti i piedi per non rimanerci dentro con una scarpa.La serata è incominciata….HAI FATTO TU PARTIRE LA PRIMA RISATA…mossa e non commossa….agile e mai depressa…a qualcuno che saluti…solo tu sai di esserti concessa.Tra zip e lampo….tra capelli ed orologi…quanti poi i sacrifici….nei bicchieri già finiti…in quelli appena cominciati….con repentinità uno sguardo al cellulare…..PER FAVORE MI DAI UNA SIGARETTA MI VA DI FUMARE…..sono nervosa….no dai NON INCOMINCIARE…..smetti di tremare…tanto lo so…che lo sai…che nessuno lo potrà CAPIRE.
Tra balli forsennati…baci arrabbiati…scambio di consensi…nessuno sa DAVVERO A COSA PENSI….nella comprensione delle amiche….durante i pomeriggi e le tue partite…..nei saluti di comodo….EVITANDO IL VOMITO….tra mille cazzate alle quali sai di essere pronta….che hai paura a chi ti dice dai vai ora AFFRONTA….nel silenzio del tuo SABATO NOTTE…quando i pensieri giungono A FROTTE…ma tu grande ti ci senti e ci sei diventata…..lo sai anche tu come si possa FARE UNA BELLA CAZZATE…protetta dal branco che ti ammira senza PRETESE….non sopporti chi fa OFFESE…che la giustizia è tua bandiera…..SI,SEI PRONTA ANCHE PER QUESTA SERA……
TRA LUCI…E SEMAFORI LAMPEGGIANTI…
TU CHE CI CREDI ANCORA AI SANTI..
EVITANDO ACCURATAMENTE GL’ARROGANTI..
IN MOTORINO QUANDO CANTI…
IN SILENZIO LA LUNA TI FERMI A GUARDARE..
SAPENDO SOLO TU
COME TI
PUOIFERMARE.

giovedì 24 gennaio 2008

LA FINESTRA

Stasera lascia socchiusa la finestra che ti vengo a trovare…
Lasciala aperta quel tanto che mi possa permettere d’entrare,
non nel tuo cuore…li ormai non ci posso più stare….
Ah non lo sai?mi so accontentare…..
Eh nemmeno io ci volevo più sperare…..
Che una sola carezza mi potesse bastare,
vederti dormire….
Del tuo sonno poter gioire…..
Rimboccarti le coperte….e poi…e poi sparire…..
Con il vento morire….
Dissipato in un silenzio che ti protegge….
Mentre dormivi dai tuoi piedi ho tolto le schegge…
Così che tu possa continuare a camminare….
Senza mai doverti fermare….
E con il tuo nuovo amore vederti rigenerare….
Al mattino non sarai più stranita,
i tuoi baci daranno vita,
a chi ti saprà amare….
Che una sola carezza mi potesse bastare,
vederti dormire…
del tuo sonno poter gioire…
rimboccarti le coperte….e poi….e poi sparire…
con il vento morire….
Tra le luci della notte calante…,
lontano da un ricordo assordante…,
per un sogno morente…
con il bisogno di niente.

LA SIGARETTA E' FINITA

La sigaretta è finita,e tu sei sfinita..
Come con gl’alberi fa il ciclo della vita..
Sola al loro cospetto quando il vento passa..
Spogli di foglie…
Spoglia di te stessa..
Ad ogni tiro sporchi di rossetto quel filtro..
Come lo sono gl’abiti della vergogna..
Perdi assenso…perdi consenso.
La sigaretta è finita,e tu sei sfinita…
Come quando sui libri ti addormenti..
Ma i tuoi sogni ancora non li comprendi…
Credi di essere protetta sotto le tue lenzuola…
Il risveglio ha la stessa ansia…dei tuoi primi giorni di scuola.
La sigaretta è finita,e tu sei sfinita…
Come quando allo specchio ti stai struccando.
Non capisci bene cosa tu stia vivendo..
Al corso della tua vita urlasti “rimandooo!”
Mentre qualcuno stava morendo.
La sigaretta è finita,e tu sei sfinita..
Come quando in macchina torni la notte…
E i pensieri ti assalgono a frotte..
Cerchi riparo nell’ilarità delle tue sere…
Pure sapendo che le emozioni che vivi..Non sono sincere

VISIONARIO-VAGO-INDISPENSABILE parte2

Quando fecero l’amore quella mattina,prima di lasciarsi definitivamente,è come se lui si fosse sentito che qualcosa stava accadendo.Il sesso fatto tra loro…il sesso era perfetto…se si può dare un canone valutativo di una cosa tanto difficile da rappresentare.Lei non sopportava più il carattere di lui,egocentrico e borioso…come se avesse sempre quella maledetta aria di sfida sulle sue labbra,li celata dietro l’angolo pronta ad uscire.Il pensiero delle loro azioni e di quelle forme,lo aveva sempre eccitato,nemmeno dopo che si erano lasciati,nemmeno quando ormai il solo sentire la voce di lei al telefono gli provocava quel senso di irritazione e nervosismo. All’inizio le prime volte quando fecero l’amore gli risultava difficile concentrarsi sulle sensazioni del corpo.Era completamente distratto e ingombrato da una sorta si sovreccitazione,quasi fosse ancora un ragazzino impressionabile e provasse una sorta di fanatismo per la scoperta nudità.Dopo che si erano lasciati,lei,non si era fatto mancare nulla,all’inizio aveva provato quasi un senso di sollievo vendicativo,un’energica miscela di ebbrezza della libertà riconquistata e di desiderio di rivalsa. S’era portata a letto begl’uomini e ragazzetti deludenti.Un magma di facce e culi che aveva dimenticato in gran fretta:il genere di scopate che terminavano bruscamente nel momento in cui si lasciava andare,veniva e già stava pensando a quando si doveva alzare presto la mattina.Con lui,invece l’erotismo continuava anche dopo l’orgasmo..anche quando si addormentava avvinghiata a lui….dopo che era finito l’amore.Poche settimane prima di tornare a casa,lei aveva avuto la netta sensazione di aver raggiunto il limite massimo dello squallore al quale poteva concedersi..iniziò a domandarsi quanto fosse vano e inutile quello che stava facendo…che tutto le stesse scivolando addosso troppo veloce anche per lei.Vuota fuori….e svuotata dentro di quella passione che prima la accecava….che la faceva muovere sinuosamente su di lui…durante quelle notti…o in ogni luogo essi fossero…..capì con velocità che era inutile accontentarsi di non riuscire più ad essere perfetta…che quello che voleva…sapeva precisamente dove fosse…..solo che avrebbe fatto fatica a ritrovarlo….

giovedì 17 gennaio 2008

IL TUO MATRIMONIO

Quando avrai disegnato
il tuo futuro,con tranquillità...
magari un giorno dirai "lo giuro"..
Con il tuo vestito bianco..
semplice come la neve..i fiori saldi nella mano..
sceglierete il "sacro" e non il profano.
Tra i banchi i parenti felici...
sceglierete casa e li metterete radici...
IO quel giorno da fuori ti saprò ammirare...
nel silenzio senza farmi notare....
magari appoggiato all'ultima colonna...
aiutando con sorriso a far entrare la sua nonna..
Gli invitati in piedi mi copriranno...
per quel giorno non vorrò mai essere danno..
ma solo semplice spettatore...
di quel vostro meraviglioso amore...
L'ornato altare e il gioioso prete...
vedrò come con quel bacio vi nutrirete.
Tuo padre fiero ti terrà la mano..
tua madre commossa ti farà un sorriso..
gli zii da lontano un bell'inchino...
tutti pronti a brindar con del buon vino...
Quando la messà sara finita....
tu moglie diventata..
da lontanto sotto il velo guarderò il viso..
mentre commossa sarai inondata dal riso..
lascerò davanti a quella porta un fiore..
come segno di rispetto del vostro amore.

lunedì 14 gennaio 2008

VISIONARIO-VAGO-INDISPENSABILE

E decisero di concedersi sempre solo pochi istanti,brevi atimi per permettere ai loro occhi di continuare a parlare nel silenzio del vuoto di quelle giornate che indomite continuavano a varcare la loro vita.Pesanti i respiri seguenti che con cadenza sandivano i reali passi che camuffavano con quei sorrisi per le genti che assopite non si accorgevano di nualla.Angoscia notturna era pronta a stendere un leggero velo di malinconia ogni qual volta i loro occhi si perdevano tra la folla.Non si sfiorarono più dopo quella notte,i loro arti marcivano dalla vergogna per quanto divino condivisero periodi,assetati si contorcevano nei loro letti,gemendo in rari casi con brevi cene di sesso che davvero poco avevano a che fare con quel sublime che seppero costruire le volte in cui condivisero un cuore.Scialbe e vacque le relazioni che insediavano il susseguirsi dei mesi,che provavano a soffocare l'anime in cassetti di ricordi che ripieni d'orgoglio rimanevano socchiusi pronti ad esplodere ed inondare i corpi gettati davanti ad essi.Nel silenzio dell'acconsentire alle loro vite di perdersi nella nebbia d'ilarità della quela a loro piaceva circondarsi perdevano la via sempre più velocemente e a fatica le loro membra aspettavano il primo sole per poter rincasare e lavarsi da quelle maschere che bruciavano la pelle dei loro volti.I momenti eterni erano frstuoni roboanti che spezzzavano con rara puntualità il loro sonno,buie ombre evidenziavano i contorni delle loro curve,che immobili temevano il contatto.Troppi gli spagli da ripercorrere creavano febbricitanti riflessioni sui perchè che si annacquavano nel mare delle risposte perse,dove i pescatori non degnavano nemmeno il loro occhio finto al passaggio delle loro imbronte.Pesante il nuotare e il fari largo tra la melma di cattiveria che aveva ricoperto le loro mani,sporcando di gesti i loro incontri repentini nel nascondersi dietro l'angolo della falsità.Atti di incesanti negazioni che sublimavano quel vero concetto d'essere due uniti stupiti di essere elici senza un perchè.L'eco del parere altrui assordava,e faceva perdere il loro equilibrio,morsi dalla vergogna di dimostrar al pubblico che ancora essi sapevano dare...preferivano sedersi in file lontane ove la pochezza mentale assicurava un comodo svago alla realtà dei fatti.Lunghe le cadute nel silenzio del loro rincasare dopo aver assistito alla loro stessa rappresentazione del fallimento dettato dalla spinte esterne che si celavano dietro i tendoni,come trappole caddero con assoluta precisione scritta da un mangiafuoco che la seppe cogliere nel momento di stasi.Inutile lo sforzo del suo corpo gracile piegato da ferite che sgorgavano sangue pure che poi si macchiò con l'odio.Turbinio di silenzi,oceano di collera li colpì quando distratti provavano ancora a rifugiarsi nelle loro labbra.Ossa fragili sostenute da mani putride con pugnali pronte a strappare quel bellissimo lenzuolo che fino a pochi istanti prima li avvolgeva nell'amore....freddi i loro corpi umidi,dalla pioggia delle menzogne provano a scaldarsi brciando realtà fatiscenti che sono specchio del disagio.Zig-zag i corpi dondolano,senza meta affogano il desiderio nel bicchiere che raccoglie le ultime sensazioni di chi prima tenea al suo posto saldo l'amore.

IL CANE E IL PADRONE

Quando persi il sonno...nessuno mi disse che avrei perso anche la ragione...che io ero un cane...e lei il mio padrone...ma se questo è stato il prezzo dell'amore,se sognavo mostri e vivevo con dolore,ma se questo è stato il prezzo da pagare..se alla fine nessuno mi poteva aiutare.sarà stato anche giusto,si vede che le ho fatto del male.Quando da quei sogni non ero capace di liberarmi,da quell'autodistruzione senza aiuti...non sarei stato capace di fermari..che ad alcune persone devo molto...è grazie a loro che non sono morto.Ma se lei è ragione bellezza e piacevole ossessione...sei io sono un cane...è giusto che abbia un padrone.....è il mio destino al quale sono legato,perso lei....perso il fiato...che l'affanno di notte si fa pesante...mi hanno sempre detto che di soluzioni ce ne sono tante...ma la mia è impossibile da avere..mia madre mi ha detto che nel domani non devo temere...che una soluzione la saprò trovare...che magari ci sei tu..che mi farai tremare.Ma l'anima al mercato l'avevano finita..è giusto sia così la mia vita?Io quel padrone l'ho sempre servito..forse non chiaramente ma non ho mai mentito...forse il mio padrone non l'ha capito,ed è per questo che mi ha trattato male...ed è per questo che comunque continuo ad amare
E ALLORA...
lanciami un pezzo del tuo amore...sono cane che soffre di dolore...buttalo li lontano da te...in modo tal che tu non senta il dolore...che prova questo cane chiamandoti amore....fammi nutrire con quel che ti avanza....non importa se condito da parole di poca importanza....tra l'oscurità starò disteso nella mia gabbia....sicuro che non ti avvicinerai alla mia rabbia....lascia che il tuo sangue mi inondi le vene....v'è abitudine a queste mie pene...ti seguirò con il capo chinato...sicuro di essere l'unico ad averti amato...maltrattami come si farebbe con le bestie più feroci...gioisci e godi con amori veloci...sentirai da quel letto dove dignità è mascherata...la mia diabolica risata....per pazzia son finito in questo recinto....di noi due rimane solo un dipinto...dentro questa testa da cane rigettato...nel tuo amore..come fossaci soncascato

NOTTURNO VERITIERO

Milano,il display della sua auto segnava: "traccia 5, 4:37 am",quando spense il motore finendo di canticchiare la sua canzone prferita.La macchina era parcheggiata in qualche maniera sotto nel viale di casa,camminava deambulando a destra e sinistra come se stesse cercando di farsi del male a tutti i costi.Ci mise un pò ad arrivare fino al portone,in quello stato due marciapiedi ed un breve viale per quanto semplici potevano essere,non erano certo un percorso privo di insidie.Arrivato al primo portone,decise che quell'angolo con i mattoni rossi a vista,all'ombra del lampione era il luogo migliore per urinarsi sulle scarpe,i suoi vestiti erano messi a qualche modo dentro i suoi jeans,il cappotto era ancora bagnato dall'acqua che si era versato per cercare di star sveglio mentre tornava verso casa.
Finito il suo bisogno,una sua mano lo reggeva ben saldo al portone,mentre con l'altra iniziava lentamente a cercare quelle maledette chiavi,che in quella tasca sembrava fossero finite a picco.Dopo vari tentativi,riusci aprendo a condurre il suo corpo nella tromba delle scale,faceva un casino bestiale,la cintura slaciata continuava a sbattere contro la cerniera,e,in quel silenzio,sembrava una campana.Scalino dopo scalino,il suo fiato si era fatto pesante,l'ultima decina guardandola decise di affrontarla appoggiandosi al muro.Davanti la porta del suo appartamento,tirò un sospiro,si girò e dopo aver appoggiato il capo sull'infisso chiuse gl'occhi per qualche secondo,giusto il tempo per rendersi conto,che le sue gambe non avrebbero retto ancora molto da li a poco.Al quarto tentativo riuscì a far girare la serratura,compiere il minimo dei passi per poter chiudere la porta e gettarsi sulla sedia in cucina.
Sedendosi cadde un bicchiere per terra,ma nulla sembrava distorglierlo dal suo stato,ebbro e abbandonato a se stesso,come troppe notti lo videro ultimamente.Cercava la forza per alzarsi,per liberarsi da quei vestiti sudici e sporchi,ma non c'era verso,decise che accendersi una sigaretta,gl'avrebbe dato il tempo necessario per raccimolare qualche forza in più,nel vano tentativo di posare le sue membra dentro un letto,ma gli pareva un miraggio vista la situazione.La cenere coprima la manica della sua camicia,il fumo offuscava la fine di una giornata lunghissima..la finì velocemente,non ne poteva più di rimanere in quel modo.Dopo aver aperto la finestra,quel tanto che bastava per permettere almeno al fumo di uscire per sempre da quella vita.Tolse la giacca,tolse la camicia,era rimasto a petto nudo, la testa non gli dava pace,era sempre la stesa scena che si ripeteva ogni notte,provava vorticosamente a calmarsi,ma non c'era verso,la sua pelle bruciava...finì appoggiato al pavimento,reggendosi il capo con le mani,si mordeva continuamente le labbra,le sue ginocchia tremavano,tutto stava riaccadendo come sempre.
Prese forza,si diresse verso il frigorifero,dentro l'ultma birra,sul tavolo l'ultimo sonnifero che sottobanco quel suo amico gli aveva procurato,dopo aver stappato la birra,deglutì quel che mancava e si mise a scrivere.L'indomani avrebbe riletto quello che la sua mente voleva dire,quello che la sua mente non era capace di mostrare realmente.Iniziò lentamente a scrivere,a rimettere i propri pensieri e i propri ricordi con una rara velocità,lentamente il sonnifero stava facendo effetto,le "a" venivano confuse con le "o",la voglia di riportare ciò che realmente provava lo stava lasciando,il tratto sempre più pesante...cadde la penna per terra,solo il tempo dell'ultimo pensiero...prima che l sue braccia riparassero la testa dalla caduta.

lunedì 7 gennaio 2008

ESTENUANTE

Quante volte,ne avevamo parlato?
che un domani lo avremmo concepito...
con i tuoi stessi occhi,ed il tuo sorriso...
con il mio spirito.....
in tre protetti dal nostro paradiso....
E di notte,vi avrei visto dormire...
vicini l'un l'altro per paura che potesse finire...
tra le mie braccia vi avrei accolto,e dolcemente cullato..
baciandovi a perdifiato....
nel solletico del letto...
ridendo ti avrei vista gioire...
protetta da me..
dal
nostro
divenire....

venerdì 4 gennaio 2008

2042 DI L.A

Autista al 2042 di L.A per favore...che non mi voglio più fermare...stia al semaforo solo per il tempo di pensare...le da fastidio o posso fumare?ho dei ricordi da bruciare....autista al 2042 di L.A per favore...che non mi va di aspettare...lo capisce anche da solo...dietro ha una persona che sta male...giri dietro l'angolo...lo faccia per farmi calmare...lauda mancia per il suo fare....autista al 2042 di L.A per favore...che non mi voglio più fermare...la pagherò in contati...vedrà che le sapranno bastare...stia sul ponte finchè non le dico di andare...voglio vedere se qualcuno ha preferito morire...è una visione tragica..è che adoro soffrire.autista al 2042 di L.A per favore..che non mi voglio più fermare...ho solo una valigia da scaricare..accosti davanti quella casa per il tempo che possa dire..."riparta riparta...non mi va di sperare"autista al 2042 di L.A per favore...vede quel sangue?qui si può fermare.

INVERNO

Sono interminabili queste lunghe notti d'inverno
il sole è in ritardo come fosse tenuto prigioniero.
I ricordi inseguono,ma voglio rimanere aggrappato
al presente
senza mai leggere la parola fine.
Ti ricordi come eravamo certe volte di domenica?
pieni di gioia intrecciati in quel letto..
In tal modo elimino i miei ricordi.
Voglio che questo presente non abbia mai fine.
Riprenditela la tua libertà,quel tuo orgoglio inutile,
il tuo essere precaria..
DOMANI PARTO,CAMBIO LA MIA VITA...
CAMBIO ALTITUDINE.

giovedì 3 gennaio 2008

IL SUCCEDERSI

I sogni rimangono accesi...
come quando ti addormenti mentre guardi la tv..
ben racchiusa nel letto per paura di cadere giù...
quando piangi...
pensi che ad osservarti sia solo il cuscino...
il problema...
è che le assorbe e risenti quel profumo ogni mattino...
finita la doccia...
quando esci dal bagno con i capelli sistemati...
pensi che i tuoi sogni...
nessuno li abbia rapiti...
ma
chiudendo la porta e indossando la sciarpa di mamma che sa di vecchio....
non ti accorgi che la tua anima
è
ancora
immobile
davanti allo specchio...

mercoledì 2 gennaio 2008

CHE LA NOTTE

Istanti di suoni,sentimenti a frotte...
che la notte è veloce e non c'è nulla da temere...
che non te ne accorgi ma capisci che puoi ancora tremare...
tra ilarità e frivolezze...in un gioco non da noi disegnato...
stiamo zitti ringraziando...quello che alcuni ci hanno donato...
che la notte è veloce e non c'è nulla da temere...
che non te ne accorgi ma capisci che puoi ancora tremare...
protetti dal vuoto...e da quel finto orgoglio....
che tanto dici ma alla fine ti ci senti spoglio...
che di cassetti da svuotare ce ne sono fin troppi...
spero soltanto che nessuno sbotti...
che la notte è veloce e non c'è nulla da temere
che non te ne accorgi ma capisci che puoi ancora tremare...
le macchine scorrono ma non sempre scende la persona desiderata...
basta solo sorridere...fateci sopra una grande risata...
che la notte è veloce ma non è per tutti...
che se sei coerente non c'è nulla da temere...
che non te ne accorgi ma se soffri ti senti dentro ancora tremare...
vivendo d'apparenze...
di smettere...
ci puoi solo
sperare.