venerdì 26 ottobre 2007
MACCHINARIO INDUSTRIALE
istani eterni perso negl’occhi,rapidi pensieri su corpi aggrovigliati, rspiri si fanno affannosi,labbra si sfiorano velocemente..poi..improvviso come lampo...il buio..il gelo..il corpo nudo resta solo..immobile..come lontano dal tempo della vita..esso non lascia trasparire segni del passato appena trascorso.Indomite scene moderne di caos del sesso prodotte tra menti..meccaniche visioni di stereotipi contemporaneiannebbiano viste...schemi di convenevoli portano alla nausea miriadi di persone penose..rinchiuse..provano a scalfire il vetro della solitudine..creatasi dalla paura di vivere.pelli ormai aride di sentimenti..si nutrono di esultanze a metà...gesti consueti di obsoleti maestri di vitaconducono il mondo a morte certa.Visioni di vie di fugaappaiano velocemente fra i desideri che accomodano le carni al suolo...vizi e beltà ingannano l’ingenuità dei nostri sensi..ricordi di aria pura..sono lotterie che conducono alla pazzia..uso smisurato di paliativi percuori di plastica..accondiscendenza sociale..bisogni reali dissipati nella velocità delle stronzate..distorte speranze di guarigionepreparano a lutti di menti.
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